Risposta all’articolo dell’ostaggio a Manchester

Tre mesi fa il quotidiano online “Il Fatto Quotidiano” ha pubblicato un articolo basato sull’intervista ad una emigrata italiana a Manchester da sette anni.

Se avete qualcosa di altro da fare in questo preciso istante allora vi consiglio di fare quel qualcos’altro. Altrimenti se avete del tempo da perdere leggetelo, a patto che leggiate anche qui sotto.

L’articolo mi ha intristita, sconcertata, a tratti persino divertita.

In fondo e’ giusto che ognuno esprima quello che ha dentro, come ha fatto Juana Romandini. Ora pero’ vorrei esprimermi anche io, e visto che sul sito del quotidiano non e’ piu’ possibile lasciare commenti o risposte, lo faccio qui.

Al di la’ di come uno si possa trovare a Manchester, trovo molto triste che una persona (per di piu’ giovane, laureata e senza nessun impedimento fisico) non abbia il coraggio di prendere la decisione di andarsene una volta realizzato che il posto in cui vive non fa per lei. Ma trovo ancora piu’ triste che decida di esprimerlo in modo cosi’ distruttivo ed assoluto. Credo inoltre che sia di cattivo gusto sputare nel piatto dove si mangia dimenticandosi di esprimere un pizzico di gratitudine ad una citta’ e nazione che da’ a tutti noi italiani la possibilita’ di trovare quello che l’Italia non ci da’.

Per trovarsi bene in un paese straniero bisogna aprire le proprie vedute. Se parti da casa pretendendo di trovare esattamente quello che hai lasciato, subito e nella stessa forma, allora lascia stare perche’ te lo dico io: non lo troverai.

Ognuno puo’ avere le proprie percezioni ma certe asserzioni scritte nell’articolo mi hanno fatto pensare che il nostro ostaggio a Manchester di gente non ne abbia incontrata molta in questi sette anni, e che la citta’ non si sia sforzata troppo di esplorarla.

Cara Juana, per tua informazione: se tu non vuoi Manchester, Manchester non vuole te.

"Manchester e' una citta' grigia..."

“Manchester e’ una citta’ grigia…”

"...inospitale..."

“…inospitale…”

"...monotona e cupa..."

“…monotona e cupa…”

“Il clima è terribile. In confronto, Londra sembra la Sicilia"

“Il clima è terribile. In confronto, Londra sembra la Sicilia”

"Si vive sempre in un clima di tensione"

“Si vive sempre in un clima di tensione”

 

"Piena...

“Piena…

 

..DI...

“..di…”

...CEMENTO"

…CEMENTO”

 

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  1. Diana

    Ciao carissima,

    Neanch’io mi sono trovata d’accordo con l’articolo quando l’ho letto. Pero’ credo che ci sia da mettere in conto che l’articolista potrebbe aver calcato un po’ la mano, in altri termini non metterei la mano sul fuoco che lei si sia espressa esattamente in quei termini.

  2. Paola

    Ciao Diana e Nordkap,

    Juana avebbe potuto rettificare o per lo meno rispondere a qualche commento lasciato sull’articolo. Personalmente non condivido una parola di quello che ha scritto, mentre mi trovo in perfetta assonanza con questo post.
    Per fortuna siamo tutti liberi di esprimere ciò che pensiamo ed anche come meglio crediamo opportuno, però una cosa mi ha lasciato perplessa più delle altre…come si fa a disprezzare tanto un posto, eppure si decida di viverci per la bellezza di quasi un decennio? Perché parliamoci chiaro,non so voi, ma io ostaggi in Inghilterra non ne ho mai incontrato.
    Paola

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