Psicologia: gli effetti di Brexit

brexitCome e’ ormai noto, il 24 Giugno 2016 il “Leave” ha prevalso con il 51% dei voti: il Regno Unito vuole uscire dall’Unione Europea. Voglio tralasciare gli effetti economici e commerciali che questa decisione porta con se’ a chi ne compete e vorrei invece creare uno spazio di pensiero sugli aspetti psicologici degli immigrati che vivono nel Regno Unito. Essendo infatti una psicoterapeuta, il mio principale interesse e’ dare voce e analizzare i sentimenti che albergano in ognuno di noi.

Cosa dunque e’ accaduto in noi espatriati con Brexit?

In quanto italiana e lavorando maggiormente con gli italiani che vivono a Manchester, ho potuto accogliere la sensazione di smarrimento e incertezza che questo referendum storico ha causato. L’idea di una progettualita’ ha lasciato il posto alla paura. Paura per un futuro incerto ma anche di camminare tranquilli per le strade di una citta’ che sino ad ora aveva accolto invece di respingere. Dunque a un senso di insicurezza psicologica si e’ aggiunta una insicurezza per la propria incolumita’ fisica. In seguito purtroppo all’attuarsi di alcuni e per fortuna isolati episodi razzisti, alcuni hanno reagito limitando le proprie uscite o evitando di parlare nella propria lingua madre in luoghi pubblici. Come risposta a questo clima di paura, nasce l’idea e l’invito a indossare una spilla da balia (safety pin) per mostrare solidarieta’ e supporto agli immigrati. In ogni caso questa idea sembra non avere avuto successo in quanto solo in pochissimi hanno indossato la spilla.

Cosa significa dunque sentirsi ed essere stranieri?

E’ davvero soltanto una paura per la propria incoluminita’ fisica o e’ piu paura che colpisce il Senso di Se’? Ecco riemergere allora quel sentimento di non-appartenenza che evoca il timore di essere rifiutati. Il concetto di identita’ viene nuovamente messo in gioco. Dico nuovamente perche’ l’identita’ del migrante e’ sempre in movimento e non e’ mai una. Per essere piu’ chiari, c’e’ l’identita’ legata al nostro Paese di origine, chi eravamo prima di intraprendere il viaggio verso un paese straniero, chi siamo diventati durante quel viaggio non solo inteso nella sua valenza fisica ma anche psicologica e chi siamo adesso, ora che quello che avevamo acquisito viene ancora una volta messo in discussione.

Per alcuni e’ riemerso quel conflitto piu’ o meno latente tra il desiderio di tornare nel proprio paese d’origine e paura di perdere quella stabilita’ ottenuta nel paese accogliente. Il risultato e’ l’emergere di uno stato d’ansia generalizzato. E’ come se si perdessero i punti di riferimento che ci permettono di mantenere un senso di consistenza del se’ nell’esplorazione del nuovo, del diverso da noi.

In questo clima di confusione e di disorientamento, e’ opportuno soffermarsi un attimo per potere individuare le emozioni e i sentimenti che il referendum ha suscitato o risvegliato in noi. Il potere dunque svolgere lo sguardo verso se stessi permette una individualizzazione ed elaborazione di tali sentimenti al fine di non-agirli (prendendo per esempio decisione avventate e a volte non produttive) ma pensarli ed elaborarli.

Dr. Vania Pellegrino MBPsS MBACP

Counsellor e Psicoterapeuta

La Dott.ssa Pellegrino puo’ essere contattata tramite email a vp.psychotherapy@gmail.com o per telefono allo +44 (0)7856 507521.

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