Cos’e’ rimasto della mia italianita’

MokaOggi seduta in un caffe’ lascio che i miei pensieri vaghino frivoli. Guardando dalla finestra la citta’ che brulica, tengo stretta la mia mug e mi gusto il sapore denso del caffe’ che accende i miei sensi. Mi ritrovo a pensare al giorno in cui sono atterrata in UK con un biglietto di sola andata, poco meno di dodici anni fa e mi chiedo: ma dopo tutti questi anni, ho conservato la mia italianita’?? Dunque scrivo due liste:

In cosa sono diventata British:

  • Bevo birra (mai bevuta prima)
  • Vado al lavoro di corsa e mi faccio la doccia in ufficio
  • Mi infastidisco se il tram arriva 5 minuti in ritardo
  • Non inorridisco più all’idea di mangiare un hamburger
  • Compro coffee to go e lo bevo per strada
  • Al bar non bevo più l’espresso
  • Rispetto sempre i limiti di velocità, anche quelli ridicoli
  • Non dò i tre baci sulla guancia quando incontro amici o conoscenti (a meno che non siano italiani)
  • Chiamo il mio capo per nome
  • Mi piacciono steak and ale pie e sticky toffee pudding
  • Quando ho riunioni al lavoro mi trucco full-face

In cosa sono rimasta italiana:

  • Mangio pasta tutti i giorni
  • Abbino i colori (o almeno mi pongo il problema)
  • Ho una moka
  • Non uso la piastra per i capelli
  • Il vino rimane un delizioso nettare per accompagnare il pasto
  • Non uso ciglia finte
  • Non metto il pollo sulla pizza
  • Inorridisco quando chiedo le acciughe e mi propinano le sardine

Certo si potrebbero fare riflessioni piu’ profonde di queste. Ma il succo e’ che un espatriato diventa un ibrido. Non e’ ne’ carne ne’ pesce. Guai se non si riconosce la mia provenienza; pero’ ci sono delle volte che mi sento una straniera nel mio paese di origine, e sentire le proprie radici assottigliarsi e’ destabilizzante. Ma forse e’ meglio non pensarci troppo…

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