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  1. Alessia

    Ciao Giulia! Io sarò mamma il mese prossimo, ormai mancano pochi giorni! Vivo a Roma e ho deciso di affidarmi ad un ginecologo privato, che mi ha visitata una volta al mese, prescrivendomi esami del sangue ogni due mesi, una curva di carico glicemico e una ecografia morfologica. Gli esami del sangue sono gratuiti sono per particolari settimane: bisogna sempre presentare la ricetta “rossa”, quella compilata dal medico di base, per poter aver accesso alla prestazione in convenzione. In 9 mesi mi è stato impossibile capire quali esami erano gratuiti e quando! Ben inteso: le regole ci sono, ma variano con l’approvazione della finanziaria e addirittura sulla modalità di compilazione della ricetta. Moltissime volte all’accettazione in ospedale mi sono sentita dire “Signora, questo esame non è esente, ma glielo passo lo stesso perchè il suo dottore l’ha scritto a penna; l’avesse fatto al pc non potevo”. Misteri… ad ogni visita il ginecologo mi controlla pressione, peso, battito del bimbo e situazione del collo dell’utero. Ho 37 anni e il sistema sanitario nazionale mi avrebbe passato gratuitamente l’amniocentesi (da privati costa circa 750€); tuttavia su consiglio del mio ginecologo non l’ho fatto e abbiamo riallineato le statistiche attraverso il BiTest e un’ecografia pre-morfologica. In Italia è possibile fare tutto anche attraverso il sistema pubblico (tramite i Consultori Familiari), che fornisce 4 visite ginecologiche e tre ecografie. Essendo lavoratrice dipendente, ho un’assicurazione prevista dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro che mi rimborserà 1000€ (per qualsiasi tipo di visita/esame sia privato che pubblico). Presso il mio consultorio familiare di zona ho seguito gratuitamente il corso pre-parto (7 incontri da 4 ore l’uno) con psicologa, infermiera pediatrica, pediatra, assistente sociale ed ematologa: personale molto preparato e dispobile, ora e per esigenze post-partum con lo “Spazio Mamme” che è sempre aperto (anche a stranieri senza permesso di soggiorno). Per il parto, la madre può scegliere strutture pubbliche e private e addirittura se partorire fisiologicicamente o con cesareo. Io ho scelto il parto naturale e la struttura pubblica: a Roma in particolare ci sono ospedali storicamente specializzati in parti ed ostetricia. Presso le farmacie è distribuito gratuitamente il DVD “Nascere a Roma”, che illustra tutte le strutture ospedaliere dedicate, i reparti (non tutti hanno neonatologia o neurochirurgia infantile), il sistema italiano di donazione del cordone ombelicale, il sistema pediatrico. Io ho scelto il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina, dove opera anche il mio ginecologo: in questa struttura c’è il rooming-in, cioè non c’è la nursery per i neonati, che stanno sempre in camera con la mamma. Le mamme possono sempre visitare il reparto e al momento del ricovero dovranno passare per il pronto soccorso. In sala parto ci saranno solo le ostetriche; i ginecologi intervengono solo se il parto passa da fisiologico a patologico. Come dici tu, con un parto fisiologico, si rimane in ospedale per massimo 3 giorni, in cui vengono fatti tutti i controlli cardiaci e neurologici al bambino, controllato lo stato uterino della madre (per evitare emorragie), insegnato l’attaccamento al seno, il cambio e la vestizione del neonato e la cura del cordone ombelicale. Il bimbo va subito registrato all’anagrafe (ci sono passaggi diversi a seconda di bambini naturali o legittimi, c’è un bel buco normativo qui!!) e all’agenzia delle entrate, dove gli viene assegnato un codice fiscale. Con il codice fiscale si iscrive il bimbo dal pediatra, servizio gratuito, che è il suo medico di base fino ai 6 anni obbligatoriamente (dopo i genitori possono decidere di portarlo dal proprio medico di base) e fino al massimo di 14 anni: dopo sarà affidato al medico di base. Il Consultorio familiare offre servizi gratuiti di ogni genere: in quello del mio quartiere, l’infermiera pediatrica è disponibile due mattine la settimana per ogni aspetto (pesate, nutrizione, allattamento, etc). Il suo supporto può andare ad integrarsi con quello del pediatra – facendo tutto nello stesso quartiere queste due figure si conoscono! Al Consultorio verranno poi somministrati gratuitamente i vaccini a partire dal 3′ mese di vita.

    Gli incontri pre-parto del Consultorio sono soprattutto uno strumento per conoscere altre mamme con cui poi scambiarsi consigli e sostegno: per il momento noi abbiamo un piccolo gruppo su whatsapp dove ci segnaliamo le offerte online di ogni cosa (pannolini, tutine, etc). Immagino che più avanti sarà utile anche per consigli più importanti!!!

  2. Giulia

    Ciao Alessia,

    grazie per le informazioni che hai condiviso e congratulazioni!! Prestissimo conoscerai il tuo bimbo/a!
    Il tuo commento mi dà la possibilità di toccare altre differenze e similitudini tra Italia ed Inghilterra.
    Io avevo preparato il Birth Plan* che ho consegnato alla reception dell’ospedale il giorno del parto: farlo mi ha aiutato a capire esattamente quello che volevo e, soprattutto, ha dato informazioni chiare alle ostetriche. Lo stessa prassi credo sia seguita in Italia.
    Anche in Inghilterra l’esame dell’amniocentesi è gratuito dopo i 35 anni di età, ma nessuna delle mamme con le quali avevo parlato l’ha fatto. Se devo essere sincera, credo anche di essere stata indiscreata chiedendolo, e la risposta è sempre stata la stessa: “no, non lo faccio. Qualsiasi sia la risposta, terrei il bambino”. Diverse mie coetanee italiane, conoscenti o amiche d’infazia, hanno fatto l’esame anche se di età inferiore ai 35. Nei primi tre mesi di ansie ho pensato di fare l’amniocentesi, ma alla fine, ascoltati tutti i consigli, ho scelto di fare solo il Nuchal translucency screening. Il test ti dice se rietri nella fascia di LOW o HIGH RISK. Non viene specificato nessuna percentuale. L’esame corrisponde al BiTest.
    In inghilterra, oltre alla maternità che spetta alle donne che lavorano dipendenti o self-employment si aggiungono i Child Benefit (più o meno £750,00 totali) e l’esenzione annuale per tutti i medicinali con prescrizione (per mamma e bambino). Le agevolazioni inoltre continuano presso i centri per l’infazia o presso i centri di quartiere. Alcuni esempi di attività sono: primo soccorso e massaggio al neonato – gratuiti oppure yoga e buggy fit (corsa ed esercizi nel parco per le mamme con il passeggino) alla simbolica cifra di 1a sterlina. Ovviamente le lezioni e i prezzi variano da zona a zona.
    Il corso preparto è stato, come dici tu, il modo migliore di conoscere nuove mamme. Ci incontriamo regolarmente ogni settimana e i nostri bambini, nati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, giocano insieme come fratelli. Uno scambio continuo di consigli.

    Anche io ho scelto il parto naturale ed è vero quello che si racconta: è un dolore che si scorda 😉

    *Birth Plan http://www.nhs.uk/conditions/pregnancy-and-baby/pages/birth-plan.aspx#close

  3. Alessia

    😉 per l’amniocentesi il mio ginecologo ci ha dato un consiglio intelligente: il punto non è farla o meno, è cosa fareste se avesse risultati con sindromi. “Volete interrompere? Non sono obiettore, quindi io vi assisterò. Ma sappiate che la nostra società è pronta ad affrontare le 3 sindromi identificate con l’amniocentesi – l’aspettativa di vita è più breve per complicanze cardiache, ma la qualità di vita è dignitosissima e spesso indipendente”. E anche noi abbiamo detto che l’avremmo comunque tenuto. Aggiungo al mio post che se una mamma decide di seguire la strada del “tutto pubblico” non sarà seguita da un unica persona: ad ogni controllo ci sarà uno specialista diverso. Una mia amica ha perseguito questa strada e a parte qualche ansia legata all’idea “e se mi danno consigli contrastanti?” è andato tutto benissimo. Anche in Italia al consultorio ci sono corsi di pronto soccorso neonatale, disostruzione ed altro. Ci sono anche corsi preparto presso gli ospedali, ma a pagamento: una mia amica ne ha seguito uno di 4 lezioni al costo di 50€; l’ha trovato molto didattico, quasi universitario (era presso il Policlinico Gemelli), e in questi giorni mi sta dicendo che tutta la parte psicologica affrontata nel mio corso le è mancata. Per quello però c’è la rete di mamme che sopperisce 😉 Nel frattempo il nostro bimbo è ancora qui che naviga felice nella sua placenta! Il termine è mercoledì prossimo, tuttavia confido anche nella luna piena di stanotte. ahahhahaha
    Un bacione e a presto!
    Alessia

  4. Alessia

    Uuuh, il Birth Plan! Credo che qui si stia iniziando in qualche clinica privata a considerare questa opzione. Al consultorio ci hanno spiegato che negli ospedali pubblici non sono propensi ad accettarli, immagino che ci vorrà tempo e formazione anche per gli operatori prima di saper conciliare protocolli medici e i piani di nascita dei genitori.

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