Fare amicizie quando non si parla inglese

Arrivato da poco. Solo in citta’. Le prime settimane le hai passate correndo di qua e di la’ per cercare una casa, un lavoro, un supermercato, capire come andare da A a B, insomma, per procacciarti I beni primari. Ora pero’ le tue giornate hanno acquisito una certa routine, ti stai ambientando e cominci a renderti conto di non avere nessuno con cui andare a prenderti un caffe’….a chi non e’ capitato?

Per me cominciare una vita sociale da zero e’ stato piuttosto difficile. Con il mio inglese smozzicato l’interazione con altri era faticosa, ma soprattutto vuota: al di la’ della mera comunicazione di fatti ed accadimenti (per lo piu’ non molto interessanti), non c’era molto altro che riuscissi ad esprimere. Di conseguenza gli inviti ad uscire non piovevano dal cielo…del resto come poteva essere diversamente? Nemmeno io avrei invitato nessuno a prendere un caffe’ se l’unica conversazione possibile era cosa si aveva mangiato la sera prima, o quanto ha piovuto oggi..

Mi mancava la comunicazione personale, mi mancava l’umorismo. Se provavo a fare una battuta, raramente veniva capita, e ancora piu’ raramente veniva trovata divertente. Sicuramente per molti ero…strana. Era frustrante certo, ma io ero motivata, affamata di esperienze, desiderosa di imparare la cultura, di integrarmi con questo popolo affascinante, e quindi mi buttavo senza troppe paturnie. Prendevo ogni occasione per uscire, con chiunque, a fare qualsiasi cosa “Si’, certo che vengo con te a mangiare il curry, adoro la cucina Indiana!” “Certo che vengo al cinema, adoro l’horror giapponese!” “Ti piace lo zoo? Ehi ma che coincidenza, anche io vado matta per lo zoo, andiamo insieme una di queste domeniche?”

Proprio io, che nella mia citta’ di origine non avevo abbastanza sere a settimana per vedere tutte le mie amiche, ora mi trovavo ad elemosinare inviti, e ad accertarne da chiunque…

Quando poi ero fuori con qualcuno, cominciava la vera fatica: PARLARE. Ma soprattutto: CAPIRE! Mi sono sempre rifiutata di incontrare altri italiani. Io la lingua la volevo imparare, ero curiosa di conoscere altre culture, di italiani nella mia vita ne avevo conosciuti migliaia!

La difficolta’ veniva soprattutto quando si usciva in compagnia: tutti madrelingua che parlano fra di loro alla velocita’ della luce, tranciando le parole in maniera inconcepibile,facendo riferimenti a persone sconosciute…ci si deve certo abituare a fare parte della tappezzeria, proprio come quelli che ho sempre preso in giro quando ero a casa…

E vogliamo parlare delle battute? Non capivo niente, spesso capivo a malapena di cosa si stesse parlando, ma ridevo quando ridevano tutti. Ma e’ successo che qualcuno mi guardasse e mi facesse una domanda al riguardo “Hey dicci, ma questo succede anche in Italia?” Questo cosa? Non ho idea di cosa si stia parlando ma ho riso come se avessi capito…ed ecco che arriva un’altra bella figura di merda!

Ma a parte la fatica e le situazioni imbarazzanti, in realta’ ho un ricordo bellissimo di quando ho incominciato. Ho stretto amicizie intensissime con chi era nella mia situazione. Ho ricevuto aiuto caloroso da moltissime persone. Ma soprattutto ho imparato un mucchio di cose. Ed ora non ho nessun problema di espressione ne’ di comprensione, ed ho anche acquisito un po’ di quell’asciutto umorismo inglese!

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  1. Cristiano

    Hey Ciao,
    io vivo a Manchester per studiare e ho 20 anni. In questi giorni sto uscendo con dei miei compagni di corso e loro amici e sto avendo i tuoi stessi problemi. Nonostante io parli inglese abbastanza bene non riesco a seguirli quando parlano tra di loro e molte volte devo chiedergli di ripetere cosa mi hanno appena detto. Volevo chiederti può capitare che facciano i falsi alcune volte? Intendo che magari sono gentili e carini però poi ti invitano a casa loro dicendoti l’indirizzo sbagliato di proposito o cose così? Non so se fidarmi o no e devo capire come comportarmi. Una tua risposta mi aiuterebbe molto, grazie mille !

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